Tra «improvvisazione» e «futuro poema». Per una lettura incrociata de “Gli immediati dintorni” e “Il musicante di Saint-Merry” [pp. 76-103]
S. Riva
Abstract
Questo contributo propone un’analisi delle scelte strutturali e traduttive che caratterizzano Il musicante di Saint-Merry di Vittorio Sereni, mettendone in luce le connessioni con la raccolta di prose Gli immediati dintorni. L’indagine si sviluppa con una duplice consapevolezza: da un lato, la natura instabile della seconda parte di Gli immediati dintorni, soggetta a continui rimaneggiamenti; dall’altro, l’avvertimento dello stesso Sereni circa il rischio di ridurre la poesia a terreno di confronto teorico, a scapito del rapporto autentico tra autore e lettore. Senza pretese di sistemazione teorica, lo studio si configura come una riflessione laterale, incentrata sul perché più che sul come delle scelte traduttive che scandiscono un diario parallelo, indagando gli effetti d’eco tra i due volumi. L’obiettivo è esplorare quel margine incerto tra memoria e revisione, mediazione e riscrittura, in cui risiede la “verità” testuale di queste opere.
